Rovere
carla vercelli
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E’ quella del tetro sconforto
la pioggia insistente di novembre
aggiuntivo disagio al buio dilagante
Il salice associa le lacrime del cielo alle sue
-roboanti colori di putride foglie in divenire nulla-
Frana la collina terra divelta sconcertata su ardesie,
negli scantinati l’acqua infanga le provviste per l’inverno
-ora utopia di sprovvedute incurie verso gli alberi-
Dall’alto di un vecchio mobile in rovere
uno schizzinoso micetto gode
gli sprazzi infrequenti d’azzurro
e il tepore gratuito ma lungimirante
della speranza.
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
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