La Devozione e la Misericordia
lucia curiale
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Mira fissorapitoun qualche corpo mirtoo morienteo povero infermoabbruttitocrocefissoE a magrezza oscenapenaavvolta in sindone e feriteaccosta il capofiato a fiatoUn corpo preso in braccioaltrolasciato a cibarsi su di un fiancosottobraccioe sussurrandotra lingua e cuore"Perdono, i’ son degli uomini il più peccatoraccio"invoca graziamisericordiadevozionecome se il più lebbrosoappestatoo contagiosofosse dell’affetto dell’amorevole Madrel’unico figlio infermoa lui devotoChristoE morto sa che deve essere a se stessorinnegandosi per rinascere ogni giornoe con essomorte son tutte le cose del mondoAlta tiene la fiamma di quel Fuocoche il Figliuolo venne in terra a mostrarequando morì per l’umana generazioneE’ acceso e ardedinnanzi ad una crocenel ricordo di un sospiroun ripensamento decisoquando l’Immagine Santissima alzò un dì il suo grido:"Di che ti affliggi, o pusillanimo!"L’Opera intrapresa fu e continua ad esser mia,seguita l’impresa, oh cuore di bambinoi giorni che verrannomi vedranno a te vicino.
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L'autore
lucia curiale
Nata in Puglia, Foggia, il 3 dicembre 1968. La poesia è come un'aria che muove e smuove. "E' la sorpresa, la meraviglia di un qualcosa che accade o è già accaduto ma ci appare comunque nuovo e necessita di chiarimento." (cit) La poesia è anche fiato, respiro, vita... E come tale è per tutti, è di tutti. La poesi
Commenti (1)
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Francesco Rossi20 novembre 2014
Disquisizione in questa poesia trovo leggendo con attenzione i versi e con temperamento l'autrice si cala non nelle apparenze della consuetudine ma estrapola con originalità un contenuto laico.

