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Sociale 20 novembre 2014 · lettura 1 min · 614 letture

Epitaffio, Conte Arminio Licinio Zarmia Delle Faggete

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Michaelsanther S 2586 poesie pubblicate
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Ordinai al maggiordomo di servire la cena, non avevo fame, lo stomaco aveva mangiato coi pensieri e al cuore avevo dato le ferie, decisi di pasteggiare coi ricordi feci apparecchiare anche per Lei, dissi al servitore, tu anima semplice non la vedi ma è seduta davanti a me a tal sentire le candele si ravvivarono s'inchinarono verso la sedia mentre i fiori appassiti resuscitarono e un intenso profumo invase la stanza, la pace scaldò le vene il sangue riaffermò il blasone gli avi mi restituirono medaglie -Mi sparai un colpo alla tempia sapevo che la mente stanca e in guerra con gli occhi increduli non avrebbe avuto forza per altre apparizioni -Oh! voi che leggete non mi biasimate era l'ultima occasione di andarmene senza dolore dal buio tetro con la luce generata dal suo sorriso -
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Da: Destini E Presagi

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