Smembrature
Silente, mi smembro.
Vittima di meccanica difettosa
incapace d’opporre resistenza
ad emozioni centrifughe.
E poi lentamente, soffrendo,
mi ricompongo,
assemblando uno ad uno
i cocci dal vento dispersi,
come petali di rosa sfiorita.
Smembrarsi, ricomporsi.
E poi smembrarsi ancora
in eterno ciclo
di giorni ricorrenti.
Mi chiedo e chiedo
se sia assennato,
per evitare smembramenti,
stringere caparbiamente le mani
a riluttanti appigli,
anziché lasciarsi diluire
fino al dissolvimento dei sensi?
©
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