Lo chiamavo amore
Vita D’Amico
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Chiamavo amore
il tuo sguardo naufragato nel mio
di carezze profumavano
le tue mani forti
sulle mie spalle fragili.
Di sogni vestivamo il domani...
Fu il sinistro tremolio del vento
a sollevarti la maschera
e mentre il buio spense le stelle,
i meschini insulti,
portarono via i leggiadri sorrisi.
Non più amore a vibrar tra noi.
Accendi il corpo
ma spegni il cuore.
Nel silenzio di una stanza vuota
controlli pensieri arresi.
Alle pareti di una speranza
le cicatrici di un sentiero
che non conosce ritorno.
Rifletto un volto che non mi appartiene
ma nel pulsare di un flebile respiro
sempre uguale a se stesso
si riaccende il desiderio di sognare.
Ora che fragile ondeggio
alla mercé di un fioco ricordo,
raccolgo l’ultima lacrima
e ritorno a volare.
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Commenti (2)
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Francesco Rossi27 novembre 2014
Un donare versi alla donna come immagine di forza interiore e coraggio. Un poetare da plauso.
Marco Morandi17 dicembre 2014
Un bel racconto di una condizione non invidiabile. Poesia ben strutturata con un bel ritmo e con una bella scelta di parole.


