Al buio
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Il mare come parole inascoltate o incomprese. Pensiero che in questo periodo sento particolarmente e fuso nel paragone tra due immagini dalla grande visione. Ma la nostra "nullità" ha ancora una speranza... forse seguire una stella!
Un'immagine bellissime significativa quella del mare che pur fragorosa s'infrange sugli scogli e nel silenzio non battono ciglio. Si stiamo rinunciando ad ascoltarci pur facendo molto rumore parole che si disperdono... forse si accavallano... le nostre... parole con parole non resta che affidarci alla buona stella.
...e sulla scia di quella stella troverai i cammini persi, sentirai nel frangersi dei flutti sugli scogli la canzone di sempre, la quotidianità che ci accompagna nella questua, in stato di dolce povertà. E “il solito”, vedrai, é cosa mai compresa fino in fondo, é canto che rimbomba fino a quando avremo di noi stessi la consapevolezza di fragilità. Noi e l'eco che risuona di mille cose semplici, di parole ascoltate con indifferenza e lasciate cadere troppo in fretta nel baratro d' inopportuna vacuità. Il rintocco dell'ora di leopardiana memoria non é forse la voce che ripete se stessa e ci ristora? E “il fischio del zappatore che riede alla parca mensa” non é forse canzone che innamora? La stella e i flutti: pellegrinaggio dell'eternità
Come uno stanco pescatore ripetiamo la nostra routine quotidiana, alzarsi nella notte, prendere il largo su una barca che va da sola, gettare le reti mentre si è in compagnia del silenzio, e all'alba del nuovo giorno si torna al molo con le reti vuote ed i buchi da rammendare, sperando che domani sia diverso, che magari solo un piccolo pesce, ci parli, anche solo per richiederci la libertà. Un pensiero espresso in pochi versi che apprezzo molto e condivido.




