Come un sasso del mondo
Non temere, esile giunchiglia palustre,
il vento che infuria ti lascia con una carezza,
dondola sinuoso il gambo alle folate sinistre
si piega ma mai si spezza.
Sorridi, pallido fiore campestre,
il sole riverbera sui petali perlacei,
doni il nettare ai bombi operai,
offri il candore ad ogni essere terrestre.
Vola, aquila reale
il cielo azzurro è la tela
planando dipingi il libero volo
graffiti di vita reale.
Di me cosa sarà Madre?
Avrò il mio cielo per disegnare?
Ci sarà il sole per giocare con gli occhi socchiusi?
Avrò la forza per non restare spezzato?
...Madre avrai cura di me come ogni sasso?
©
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