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Uomini 6 dicembre 2014 · lettura 2 min · 3884 letture

Presagi

Anna62 196 poesie pubblicate
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Sbava la costa un vento umido e muove il canneto, sale la querula nenia dei gatti e rompe il silenzio, si sporge e trema il glicine lungo il muro. Conversano le case con le poche luci della notte, rotolano passi sconosciuti lungo la strada, s'aprono lunghe forre d'ombra in lugubri parvenze. Ora il passo lontano è un agguato, un indugio, una fuga, un tardivo ritorno, forse... Si torce l'anima ravvolta nel buio; si sta dietro i vetri come nei giorni d'assedio. Di consueti paesaggi e minuscole stelle lontane si fa certezza, di insidiosi presagi si avverte l'esito... E' una lama che luccica prima dell'affondo, una voce soffocata nella gola capovolta, un pneumatico che stride prima dell'impatto. E chi ad insistersi dentro un presagio buono di vita. vilmente attorto a quel filo che chiamano speranza. Domani se ne dirà sui giornali, lo leggeranno gli scampati. Ma che non è mai detto: si può morire anche così,a poco a poco, nel presagio di altre morti. Ché non è poi così scontato un nuovo cielo di sole, domani.
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"oltre la pensilina dei gesti, sotto la quale scorre la vita, non sappiamo l'amore degli altri cosa sia, né la nascita, né il dolore, né la morte, ma sappiamo di noi di questo vivere addossati ad uno stipite, quasi a volersi ripare dal mondo. La notte è un lungo presagio mentre restiamo vilmenti aggrappati ad un filo di speranza, ma non è poi così scontato un nuovo cielo di sole, domani., per noi18 marzo 2015
L'autore
Anna62
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Commenti (3)

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Francesco Rossi6 dicembre 2014

Una poesia che affronta l'argomento in una dimensione dove la paura viene centellinata e dosata nei versi. una paura per il dolore che genera ogni tipo di violenza che ripeto genera inquietudine e paura.

Antonella176 dicembre 2014

Mano affonda... il dolore e la morte spesso non considerata o sottovalutata

Azar Rudif6 dicembre 2014

Descrizioni accurate di un luogo fatto di ombre e di stasi come se il cielo si fosse fermato. Immobilità nell'attesa di tristi presagi, in attesa della morte o di un avvenimento che porta la morte di qualcuno. E' vero, si potrebbe morire a forza di sentir parlare di morte o di attendere la morte come evento inevitabile, ma è il concetto di morte che è errato e non viene visto come l'orizzonte del nostro esistere. Che sia morte naturale o violenta il risultato è identico. Nell'ultimo caso, ciò che uccide anche i vivi è la mancanza di giustizia. Molto bella e "giusta"