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Dialettali 12 dicembre 2014 · lettura 1 min · 910 letture

Sciopero generale

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Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Dice: L'Itajia è ferma, nun se move cc'è sciopero davero ggenerale è tutto fermo e puro si mo' piove semo tutti pe' strada a dì "nun vale"! Ma er popolaccio resta sempr'un bove ch'er giogo regge puro si fa male che guarda intorno e nun capisce dove stii quello che più conta, er "caporale": Indove faccia vita chi l'affama chi s'aruba tranquillo li bajocchi e lascia all'antri solo vita grama. Che solo si l'avrebbe sotto all'occhi con lui nun giocherebbe certo a dama ma je frantumerebbe li ginocchi!
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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (1)

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Enrico Baiocchi12 dicembre 2014

Uno splendido sonetto dove l'autore estrinseca la sua rabbia per il malcostume e le ruberie dei politici ma dove esplode la sua voglia di ribellione, il suo urlo a svegliarsi rivolto "ar popolaccio" che continua a subire rassegnato, chino, anziché rialzarsi e frantumare quei ginocchi per fermare definitivamente quei ladroni. L'ilarità intrinseca nel vernacolo nulla toglie alla realtà e drammaticità del testo, anzi, ove fosse possibile, ne accentua lo sconforto. Mi è molto piaciuta.