Ci sono, non ci sono
Cieli in fuga.
Sui tetti pronti al sonno
smarriti e ritrovati,
in lucidi silenzi.
Sotto la pelle, il tempo non m'occorre.
Fra le dita ho solo nebbie sparse,
tutto mi muta.
L'aroma della vita che m'imbroglia.
Un tono celebrato sulle labbra,
che m'ammansisce e mi trasporta dentro.
Senza distanze, in sogni distillati smistando voci.
Restituisco agli occhi forme precise,
lettere incastonate, parole sacre.
Inni protesi di follie dolenti,
di fughe muore il mio ardore impuro.
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Commenti (2)
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Giovanni Monopoli28 giugno 2007
un testo che vuole dire la insicurezza che a volte prevale nel nostro essere... molto riflessivo che induce al pensiero... piaciuto tanto
M
Maria Francesca28 giugno 2007
al commento di Giovanni, è una poesia che invita alla riflessione,
