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Fantasia 14 dicembre 2014 · lettura 1 min · 2262 letture

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Amara 795 poesie pubblicate
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Io lo so che sei corrosa quanto me dall’ incomprensibile e da questa gravità comune Eppure stiri con le dita immaginine e ti affidi a cuori e fiori appesi alle mani macilente dei santi o a un miele colloso che spandi sui dolori gli stessi che sento affettarmi di punta tra le righe del costato condividi le peggio parole per farne teatro le più banali col rossocuore intono e il rosafuffa sul fondale Ti sapessi felice io ti crederei ci crederei che una campana o la lacrima disegnata sulla rosa di plastica bastino a riempire la voragine a schiarire il buio pesto ma ti vedo -aggrappata ai ricordi le dita viola che non mollano e l’oggi ignoto per senso- che continui a riempire col vacuo a volerne credere ancora la sostanza mentre sublima senza neppure una goccia
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (3)

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Francesco Paolo14 dicembre 2014

Filtra un'accesa sensibilità, irrobustita da immagini e termini che non accettano compromessi. Sembra dilatarsi la percezione di un duo madre- figlia, nell'onnivoro ritaglio di tempo anonimo, fatto di "cuori- fiori- santi", alla ricerca di un senso non racchiuso in un fregio di plastica.

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luca muzzioli15 dicembre 2014

Non è certo un'opera di fantasia. Il contenuto è quanto di più reale e crudo si possa immaginare. La ricerca del fine dell'esistenza corrode l'uomo da secoli, e se tanti trovano conforto nella religione, è pur vero che la ragione rifugge qualsiasi scorciatoia e si strema nel tentativo di dare un senso a ciò che forse è insensato. Le immaginine e le rose di plastica sono un povero ombrello aperto di fronte all'uragano. A tanti servono. E neanche l'autrice, in questo componimento lucido e poetico, riesce davvero a farsi beffe di queste bizzarrie. Condivide il dolore. Osserva chi è agli antipodi con il rispetto e l'amore di una sorella. Perché in fondo, dinanzi all'abisso, l'unica cosa sensata da fare è prenderci la mano. Bellissima poesia.

Francesco Rossi15 dicembre 2014

Forse la fantasia deve intendersi come una forma per descrivere in poetica sensazioni ricche di interiorità e il germoglio dell'essenza è ravvolto di forza e dolcezza infinita.