Sfoglio i miei giorni sotto un lampione senza luce
Sfoglio i miei giorni sotto un lampione senza luce
con i graffi sulle dita per le pagine ruvide
riguardo le immagini finché non sbiadiscono per sempre,
ripenso a te che sei passato controvento
facendoti largo tra il mio mare,
tavola piatta dalle onde di cristallo che si moltiplicano.
Mi chiedo a chi donerai la tua bocca
che alleviava la tempesta nella mia voce,
labbra d'abbraccio pulsanti d'infinito.
Chi navigherà i tuoi fianchi e farai l'amore
nelle notti dalle stelle spente dalle nuvole,
nei pomeriggi pigri smaniosi della scintilla del tuo corpo,
oppure nei giorni in cui le lancette
puntano su i battiti delle tue voglie.
Mi chiedo su chi punterai i tuoi occhi
dai quali ho mangiato petali diamantati
per far luce nel tetro palcoscenico vuoto del mio essere.
Mi chiedo a chi concederai quel colpo al cuore
quando ti vedrà sorridere,
graffi di sfumatura che hanno fatto braccia
fra la scorza tra me e il mondo, spesse barriere che hai distrutto,
ma le macerie adesso mi fanno paura.
Sfoglio altre pagine
chiudo gli occhi e rivedo i passi fatti insieme,
stringo nella tasca interna del cappotto
la parte di te che si è confusa con me.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Azar Rudif16 dicembre 2014
Tristi domande dove la risposta è sempre la stessa: ad un'altra persona! La cosa migliore è voltare pagina o strapparla del tutto. Trovo le immagini usate molto dure, ma nel contempo espressive della totalità delle sensazioni che si provano in certi momenti. Perfetta anche l'atmosfera resa.
