Il vecchio natale

Era inverno e mi ricordavo della mia infanzia ...
Sapevo di dover andare via ma non volevo,
Con le slitte scivolavo dalla cima più alta
E come fiocchi di neve pendolavo sul ghiaccio.
Gli angeli stampati sulla superficie di riso
Saranno ancora lì perché erano sorrisi abbandonati sul mio viso.
Correvo fino alla casa più vicina
e tutt’oggi mi sento piccina.
Sai che io porterò quella ciocca di profumi
E i biscotti alla vaniglia sotto l’albero di natale,
perché è tempo di andare ... ma non voglio.
La mattina era così bella nella casa di campagna,
l’aria pura e fresca penetrava dalle finestre
e insieme alla melodia del pianoforte ...
io m’incuriosivo ballando come una farfalla in primavera.
Erano poche le gioie della vita,
ma così belle e genuine che nemmeno la ricchezza me le porterà via,
perché è tempo di andare ... ma non voglio.
Ricorderò le serate vicino il camino
E la nonna con i suoi abbracci caldi,
nell'infinito silenzio diretto dalla mamma.
Una sinfonia di avventure ...
La vita con tante caricature.
Una rara tristezza di cinica lacrima,
vela come acqua i miei occhi ...
perché è tempo di andare ... ma non voglio.
©
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