Agonia di un lupo

Come lupo solitario
errabondo qua e là
alla cerca disperata
scrimoli d’umanità.
Sosta solo nella notte
e nella fitta oscurità
latra invano il suo dolore
poi ramingo torna già.
Leva l’alba sanguigna e rossa
e bigio appare il panorama
senza meta arranca il passo
mentre il gelo affila lama.
Torna e ligia serra il petto
quella morsa stride e angoscia
muove intorno circospetto
cupo sguardo trito d’ambascia.
Mesto avanza senza ritorno,
che motivo assume il viaggio?
...e mentre sgrana livido il giorno
perde brama, pelo e coraggio.
Torna in ciel l’opaca luna
stretta al centro e priva d’alone
tetro e vacuo è il mugolio
nel silenzio della sera.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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