In dicembre
Saverio Chiti
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Era un dì di dicembre, quando mancai...
non che non fossi pronto
solo che non era previsto così presto
ma per non tradir nessuno, in silenzio me ne andai
verso quel tepor in cui lesto, lesto
cercai nuova dimora, laddove non esiste alba e neppure tramonto
Non era freddo, questo ben lo ricordo
e una foschia saliva dalla mite valle
verso quella cima che dava sul bordo
di una vita dispersa nei giorni passati a raccontare novelle
a chi con dovuto interesse attendeva dai bruchi il nascer di nuove farfalle
senza però fare trasparire di sé, l’animo imbelle
Era un dì di dicembre quando con dolcezza salutai
i miei cari dal finestrino della piccola carrozza
estraendo dalla cartella quella candida pezzuola
dono gradito di chi m’immagino ancor abbozza
in un sorriso forzato quel sentimento che si coccola
del suo dispiacere che le accreditai
Era dicembre e in luci alterne
tutta la via sembrava di festa...
nonostante il mio partire col cuore in tempesta
verso quel magico mondo di rosse lanterne.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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