Enorme castello

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E' una piacevole poesia, formata essenzialmente da settenari e senari, con rime occasionali. La poesia, com'è detto chiaramente nell'ultimo verso, si riferisce al castello delle carte da gioco, ma, viene da pensare, quanti castelli veri si trasformano, col tempo che passa, in castelli di carte da gioco? Basta pensare a quelli delle dittature (comunista, franchista, castrista, salazariana...) , che col tempo sono diventati castelli di cartone, e chissà, se non fossero scomparsi violentemente, se sarebbe successa la stessa cosa ai castelli fascista e nazista? Forse l'unico "Castello" che non può sbriciolarsi, perché appartiene all'immutabile mondo della letteratura, è quello di Kafka...
Tematica molto attuale... apparire dominatori fatui e fragili come castelli che si sbriciolano, perché costruiti su deboli fondamenta... su carte da gioco. Poesia accattivante... si legge piacevolmente e di grande impatto. Apprezzabile il verseggiare non criptico... penso che la poesia perché si possa divulgare deve essere comprensibile, soprattutto quando si esprimono concetti di carattere socio- politici. Complimenti.

