Occhi cinesi
Quasi novant’anni
e una giornata di sole,
il cuore che non batte
e le ultime parole,
i fiori tutti belli
e non molta gente,
passi lievi sull’asfalto
e l’ultima sorella che s’arrende.
Occhi cinesi e le aggiustavano i capelli,
i passanti si toglievano i cappelli
e un passerotto girava
piano e basso si posò sulla sua mano.
La notte lunga che è passata
tre figli lasciati sotto il cielo
senza lacrime e senza rimpianti
erano tutti in fila lì davanti
alla sua bara
che si calava nella tomba
il Dio, l’anima sua chiamava
con l’ultimo squillo
di tromba.
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