Quel dio
Stendevo erbe sull’acciottolato, ai piedi dei re di passaggio.
Nella notte, la luce tagliente della stella mi aveva fatto
sanguinare e mi toccavo la testa con le dita, e le mostravo
ai cacciatori, inzaccherati dalle mani nelle viscere della luna.
E’ nato il figlio, avrei voluto dire, ci sono già pastori ed angeli
alla stalla! Ma quelli sembravano più interessati al cuore
strappato nelle tenebre, piuttosto che al dissidio tra ‘l corpo e ‘l firmamento.
Mostravano prudenza, e con ragione, se non sapevano pensare
chi di preciso, e quando, lo avesse ingravidato. Quel dio, io voglio dire.
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Commenti (1)
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Willy Zini28 dicembre 2014
"Ma quelli sembravano più interessati al cuore / strappato alle tenebre, piuttosto che al dissidio tra 'l corpo e 'l firmamento" - Mi piacciono molto questi versi, sprigionano una potenza quasi oscura e dissacrante. Il dissidio tra il corpo e il firmamento, poi, accompagna spesso le mie notti semi- coscienti, complimenti!
