Li senti (trittico sul mistificar del cibo, seconda parte di tre)
Saverio Chiti
2048 poesie pubblicate
+ Segui

Li senti quei minuti rami ora recisi
in quella mancanza di un refolo di vento
nella serra dove tutto scorre più veloce d’ogni tempo
mentre quei piccoli ortaggi in cassette ora assisi
sono fatti crescere in eccesso con chimico nutrimento
per aver più raccolta e smisurato rendimento
li senti quei passi confusi
percorrere coltivazioni per controllarne la resa
per essere pronti sui mercati
dove ogni merce è assai contesa
li senti questi poveri illusi
sempre in discussioni accalorati
poiché si credono nel giusto e a sentir loro
non uccidono e della sacralità fanno tesoro...
come se le piante non avessero una vita
e un’anima troppe volte ahimè assopita
li senti spesso disquisire su cosa sia equo e non mera brutalità
o su di cosa bisogna cibarsi in verità
e mentre li guardi sperando di non vedere ai loro piedi
pelle o cuoio nelle scarpe e nei loro arredi
credi che ci sia posto su questa terra
anche per chi d’altro si ciba e non ti fa guerra.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
