Cielo
Alboraletti Enrica
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terso
lucido
flette bagliori che non sanno di niente
scricchiola
alla terra il passo
notte diversa
notte eguale
risuona d'echi di luci volute dovute
nel profondo sovviene il gelo
riguardo la falce di luna mancante
serro la porta
dietro
il cielo attende il sole
il tramonto
e di nuovo la notte
di nuovo le stelle
sempre oltre l'uomo
oltre la cenere
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
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Francesco Rossi4 gennaio 2015
Poetica che si basa su impressioni che le immagini dettano e l'autrice con particolarità ne poeta l'insieme

