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Natura 3 gennaio 2015 · lettura 3 min · 919 letture

Viaggio in Puglia

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Donato Kajone 58 poesie pubblicate
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Lungo il binario è uno stridore Milano è ormai alle spalle Sui vetri si sente il calore Del sole in divisa invernale. Un gregge bruca l’erba brinosa Dalla pista un aereo decolla Un altro scende poi si posa Un aratro frantuma una zolla. Forte s’avverte il vibrar Poi prosegue piano E si riesce a mirar Il vasto altopiano. Già visibili e chiari I confini di Piacenza I campi nudi e avari La sosta poi la ripartenza. Placido calmo il Po Dorato ed increspato Dona al paesaggio un po’ Di mistero ed un cielo velato. Il treno deciso veloce Ancora campi la vallata Attraversa lento la foce Parma la prossima fermata. Iniziano le montagne dell’Emilia Bianche di neve fino alla cima Prossima fermata Reggio Emilia Cascine e sapori fan rima. S’intravvedono i colli modenesi Zig- zagati da boschi di faggeti Dall’aria salubre si è presi E da luoghi freschi e faceti. E’ il turno di Bologna la Dotta Le due torri piazza Maggiore Il treno prosegue la rotta Tra un po’ il mare e il suo colore. Il mare la Rocca malatestiana I lidi deserti di miramare Sentieri di arbusti e genziana Una Barca pronta a navigare. Eccolo il Forte di Paolo e Francesca Sul visibile cocuzzolo di Gradara Bella medioevale fresca Di brezza che la rischiara. Tra non molto Pesaro Urbino Città d’arte e di cultura Mare storia natura vicino Il Conero di viti la coltura. Sempre più vicino il mare Fosco e bigio all’orizzonte Il treno inizia a frenare Si vede meglio ora il monte. Ride Senigallia ad Ancona viciniore Deciso il fumo della raffineria Di fronte il mare il suo sentore Onde policrome da magia. Nevica bene sul mare Le Marche sono imbiancate Una canzone da cantare Sulle scogliere addormentate. Verso l’Abruzzo selvaggio I luoghi romiti del poeta D’Annunzio e il suo coraggio Di pilota artista ed esteta. La marina e le montagne Rigogliosa di piste e baite Per degustar vin brulè e castagne Su tavoli da pic- nic fai da te. Non molto ancora per la Puglia La sua vasta distesa pianeggiante In alto il Gargano la sua guglia La Foresta Umbra verdeggiante. Le Tremiti, ahimè, isolate Da un vento gelido e sferzante Misteriose stupende d’estate Il mare, la natura accattivante. Quasi giunto alla mia meta S’avvista Foggia e il Tavoliere E il mio animo s’allieta Ché la mia città può rivedere.
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La descrizione di un viaggio da Milano a Foggia

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Donato Kajone
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