Viaggio in Puglia
Lungo il binario è uno stridore
Milano è ormai alle spalle
Sui vetri si sente il calore
Del sole in divisa invernale.
Un gregge bruca l’erba brinosa
Dalla pista un aereo decolla
Un altro scende poi si posa
Un aratro frantuma una zolla.
Forte s’avverte il vibrar
Poi prosegue piano
E si riesce a mirar
Il vasto altopiano.
Già visibili e chiari
I confini di Piacenza
I campi nudi e avari
La sosta poi la ripartenza.
Placido calmo il Po
Dorato ed increspato
Dona al paesaggio un po’
Di mistero ed un cielo velato.
Il treno deciso veloce
Ancora campi la vallata
Attraversa lento la foce
Parma la prossima fermata.
Iniziano le montagne dell’Emilia
Bianche di neve fino alla cima
Prossima fermata Reggio Emilia
Cascine e sapori fan rima.
S’intravvedono i colli modenesi
Zig- zagati da boschi di faggeti
Dall’aria salubre si è presi
E da luoghi freschi e faceti.
E’ il turno di Bologna la Dotta
Le due torri piazza Maggiore
Il treno prosegue la rotta
Tra un po’ il mare e il suo colore.
Il mare la Rocca malatestiana
I lidi deserti di miramare
Sentieri di arbusti e genziana
Una Barca pronta a navigare.
Eccolo il Forte di Paolo e Francesca
Sul visibile cocuzzolo di Gradara
Bella medioevale fresca
Di brezza che la rischiara.
Tra non molto Pesaro Urbino
Città d’arte e di cultura
Mare storia natura vicino
Il Conero di viti la coltura.
Sempre più vicino il mare
Fosco e bigio all’orizzonte
Il treno inizia a frenare
Si vede meglio ora il monte.
Ride Senigallia ad Ancona viciniore
Deciso il fumo della raffineria
Di fronte il mare il suo sentore
Onde policrome da magia.
Nevica bene sul mare
Le Marche sono imbiancate
Una canzone da cantare
Sulle scogliere addormentate.
Verso l’Abruzzo selvaggio
I luoghi romiti del poeta
D’Annunzio e il suo coraggio
Di pilota artista ed esteta.
La marina e le montagne
Rigogliosa di piste e baite
Per degustar vin brulè e castagne
Su tavoli da pic- nic fai da te.
Non molto ancora per la Puglia
La sua vasta distesa pianeggiante
In alto il Gargano la sua guglia
La Foresta Umbra verdeggiante.
Le Tremiti, ahimè, isolate
Da un vento gelido e sferzante
Misteriose stupende d’estate
Il mare, la natura accattivante.
Quasi giunto alla mia meta
S’avvista Foggia e il Tavoliere
E il mio animo s’allieta
Ché la mia città può rivedere.
©
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