Miraggi
Giovanni Perri
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il vero che dico è questo filo di fumo che vedo da qui alla parola
filo di voce e di pace in questo tempo d'acqua a camminare
che ci cammino, vedi, in questo fiume,
e un po' mi arrotolo su questi rivoli e mi perdo,
che a perdersi ci vuole niente e faccio il palo e faccio la bandiera
mi tengo una mia nitida visione delle cose, vedi,
io scrivo e parlo alla stessa maniera
(e mi consumo sigaretta e cuore,
quando ti guardo l'occhio e con l'occhio ti fumo mio cibo
mio tabacco prezioso osso mio e bocca d'animale)
e faccio il segnalibro e il segnaposto alla tua mano
e sposto il tempo da tutte le pene:
io sono un nuvolo sopra una navetreno
dormo ai piedi di un albero in amore:
metto radici al vento e lingua a sanguinare
faccio il pianto del pesce nel bicchiere
ecco: io non vorrei capire:
vorrei trovarmi felice come un bimbo
sempre pieno di noia sapere -e non sapere- dove andare
essergli nelle scarpe
trovargli il sogno- coniglio nel cappello
fargli sul petto una scultura del mare
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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