L'abbandono
Lascia il cane ferito nel recesso più buio,
gli squarci sulla pelle, il dolore che cola
nel silenzio, legato ad un laccio di cuoio
senza che il suo guaito somigli a una parola.
Non serve tu lo cerchi, lo chiami, lanci un osso,
abbandona il pensiero, che solo si consola
con il sangue seccato e le sevizie addosso.
Piano la smetterà di accendere guaiti
contro l’umidità che lo strozza nell’angolo
tetro, dove riecheggia tra il muro e il buio un rantolo
che gli chiuderà gli occhi tra spasmi finiti.
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