Bambini

Aveva i calzoni corti
si svegliava con il sorriso
e la voglia di correre tra i pioppi
del merlo conosceva il canto
d’ogni albero il ramo
per salir più in alto
e guardar quel mondo
che ancora non sapeva
quanto fosse amaro
oggi ha i capelli bianchi
e guarda
mentre con il telefonino
un bambino si messaggia
con il suo amichetto lì vicino
già conosce tutto
di quel mondo virtuale
dentro alla tastiera del suo regno
dallo schermo freddo
come un anima glaciale
come faremo a dirgli
ciò che della natura è da salvare
se non hanno mai volato insieme al merlo
se non hanno mai corso
a piedi nudi sopra i prati
se non hanno mai visto un fiore
pianger dai petali rugiada.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Francesco Rossi11 gennaio 2015
Una poesia che dovrebbe essere letta ad alta voce in ambienti in cui la percezione spesso si ferma alla prima veduta e ne consegue una limitatezza che al contrario il poeta in queste poetiche riflessioni tende a portare in superficie con consapevolezza.

