Tra infiniti
Il contrappasso del bosco
dietro gli occhi sempre posati sul mare
Muschi e alti castagni che filtrano
la luce degli elfi
E la pace
la pace dei sassi grandi tra le felci
e del ruscellino che sfiora
le curve del sentiero
che quasi non si vede
Quasi verginità
Nessuna fine davanti
né dietro
ma qui
nel cemento di mezzo
tutto odora di normalissima morte
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (1)
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Marzia Fulceri11 gennaio 2015
Un bellissimo inno alla natura tradotto in libertà confrontato con il cemento, le città malate e insane dove tutto odora di morte...

