60 lettori online · 355.923 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale cinziagargiulo.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Racconti Riflessioni
Riflessioni 18 gennaio 2015 · lettura 1 min · 2988 letture

Vedrò se i dubbi contano

Cinzia Gargiulo 221 poesie pubblicate
+ Segui
Ormai dubito delle tue parole fiumi in piena capaci di travolgere argini lasciando macerie e distruzione. Vedrò gli effetti nel tempo riconoscerò le ferite sull’ultima preda mentre sanguinante pago il conto d’un sogno.
♥ 0 💬 11
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Cinzia Gargiulo

Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia. Mi piace il teatro, il cinema, la poesia, la musica dal vivo e ogni forma d’arte. Amo il mare e il contatto con la natura e porto in me la solarità della mia città: Napoli. Adoro le poesie di Neruda, Hikmet, Sara Teasdale, Tagore. Scrivere per me è dare ossigeno alla mia

Tutte le opere →

Commenti (11)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Spesso, soprattutto le donne più sensibili e romantiche, si lasciano circuire dalle parole che uomini senza scrupoli ripetono pur di conquistare la nuova preda, che poi, una volta raggiunto lo scopo scaricano per correre dietro la prossima "vittima". Sono i cosiddetti narcisi incapaci di provare veri sentimenti e che, con questi atteggiamenti soddisfano i loro bisogni, continuando all'infinito quel gioco che semina sofferenza e dolore...

Ventola raffaele18 gennaio 2015

I segni delle vecchie ferite fanno ancora male per lasciarsi abbindolare ancora da parole taglienti. Molto intensa complimenti.

M
Moreno Tonioni18 gennaio 2015

Dolorosa... questo verseggiare, affilato come un rasoio, incide lo sguardo del lettore. La Gargiulo, con misurati e attenti versi dipinge lo sgomento, la rabbia e la sofferenza di chi ha creduto dedicate a lei le parole di un jingle atto a promuovere l'altro. ""riconoscerò le ferite sull’ultima preda mentre sanguinante pago il conto d’un sogno"".

Alberto De Matteis18 gennaio 2015

I dubbi, molto spesso, contano soprattutto quando le parole sono dei fiumi in piena o dei macigni scagliati soltanto per fare del male. Ed allora è la fine d'un sogno.

carla composto19 gennaio 2015

il dubbio un campanello d'allarme che suona sordo... lirica che esprime rabbia in una riflessione sofferta e forte molto apprezzara

Il rigetto istintivo di parole spante a vuoto, involucri inflazionati di pensieri ipocriti che ancora corrompono e sgretolano i sogni ... solo il tempo ne ricucirà le trame inacidite, ripagando il dubbio e il desiderio ... incisiva e penetrante

Sara Acireale20 gennaio 2015

I dubbi contano sempre, non si arriva da nessuna parte senza un legittimo dubbio. Contano, in particolar modo, quando dall'altra parte ci sono parole vane, senza un costrutto, parole al vento senza nessuna logica recitate ad arte per offuscare il cervello dell'altro. Quando ci si accorge della fine di un sogno, si può soltanto pagare con dignità il conto

Agnese Iannone20 gennaio 2015

Se il dubbio t' assale ti fa stare male fin quando non lo scioglierai con la forza della volontà scoprendo con le lacrime la nuda verità. Riflessione acuta e veritiera. Piaciuta.

Paola Vigilante22 gennaio 2015

Non credo si possa concepire l'assenza del dubbio. Questo spesso ci aiuta a riconoscere falsità ed opportunismo negli altri, la malcelata idea di persuadere con le loro bugie chi gli sta intorno. Ciò non significa dover smettere di sognare, l'importante è non crearsi false aspettative e non riporre, una volta scoperto l'inganno, la propria fiducia in chi non la merita. Molto profonda nella sua brevità, mi ha fatto riflettere.

Cinzia Castellana24 gennaio 2015

Spesso i sentimenti sono contrastanti e il cuore si lascia condurre dal sogno in percorsi pericolosi, dove individui abbietti chiamano amore il possesso. Un tema attuale. Brava la nostra autrice.

Rita Minniti26 gennaio 2015

Come recitava una canzone"Parole, parole, parole", solo parole e niente altro che possa far capire, oltre esse, qualcosa di bello, di vero, di puro. Le parole volano via, si allontanano come il vento e, spesso, lasciano amarezza, dolore, tristezza, vuoto. E sarà nel tempo che esse, predominanti all'inizio, diventano acerbe, nonostante il male che hanno apportato, nonostante lo stillicidio di momenti vissuti, ma per fortuna recuperati. Una poesia che, nella sua brevità, lascia il segno, intensa e riflessiva, incisiva e forte, che non può non far riflettere e coinvolgere. Espressivamente perfetta dal verso asciutto e stilata alla perfezione.