Angeli Caduti
Linea sottile separa il verbo da un nero sentire,
è confusa la richiesta che riecheggia nell'aria,
crepita di opaca luce la notte smarrita.
Li guardo e mi catturano con sguardo di vetro,
hanno le mani nel fango, i piedi nel fango,
ali appesantite incapaci di volare.
Il silenzio si fa ancora più rumoroso,
finalmente un tonfo spezza questo continuare,
gocce fredde arrestano il loro cammino.
Non so perché
ma sono in movimento e vicino li sento,
non so perché ma le braccia da sole rispondono,
verso di loro si tendono.
Artigli si chiudono nella mia carne,
puntello i piedi e resisto,
si mischiano gocce di sangue ad un'eterea visione.
Angeli caduti
si ergono in tutta la loro sporca maestosità,
mute parole attraversano l'aria,
è un canto di vittoria.
Angeli caduti rialzano la testa,
di nuovo guardano al cielo e di scherno sorridono.
©
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