"Di cristallo"
Stefano Drakul Canepa
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Eredità dei morti
queste poche ferite
e quattro pergamene
conservate nei deserti
Parole dette ai sordi
e fuoco inciso a notte
perché anche le stelle
possano vedere i passi
Sangue delle lune
e rune nere sconsacrate
dalle sacerdotesse
che dimenticano il sole
Danze sconsolate
che ripetono nel vento
le melodie malate
di una terra senza cielo
Qualche volta io respiro
ed il tempo antico
mi addormenta solo
nel segno di una nota
Di cristallo.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Maria Luisa Bandiera21 gennaio 2015
Autentica fantasia da interpretare, sgomenta un poco l'oscuro inizio ma ne risolleva le sorti una flebile speranza dell'ultima quartina in una nota di cristallo di addormentare un cuore addolorato di eventi antichi... non so se io l'ho interpretata nel modo in cui l'autore l'ha scritta e l'esprime... poesia originale e diversa dagli usuali temi...

