La morte del poeta sull'isola delle tartarughe
Hariseldom
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Il cielo si divertì a prenderlo in giro
nubi danzavano
con gonne aperte
mostrando bianche mutande
poi la pioggia
sembrò altro.
Granchi in fila
dietro la vetrina del fruttivendolo
mentre l'iguana
leccava birra sull'asfalto.
Il poeta sapeva di morire
chiese il silenzio
ma il trombettista cieco
suonò lo stesso la canzone del Che.
Zanzare fuggiasche
dalla prigione dei terroristi
schivavano le sue mani
e colpivano
sulle palpebre
e sul dorso della sua mano.
Una vecchia badava al fuoco
e il suo gatto
mescolava la sabbia
con l'urina.
Il cielo di nuvole
pioveva pioggia sulla capanna
mentre il poeta sognava
la sua gioventù
e i figli partiti per la guerra
la mattina che era ubriaco
nel comune di Cefalù.
Prima di morire sussurrò un nome
ma quel nome era una donna
che era morta da tempo.
Al suo funerale
il prete volle quasi bestemmiare
e pianse per quel maledetto
figlio del suo tempo.
Uccelli predatori
nel cielo dei tropici
inseguivano i suoi versi
e il trombettista cieco
dopo l'ave maria
suonò una canzone di Battisti.
La gente applaudì
qualcuno pianse
nessuno comperò i suoi libri
nessuno portò un fiore
alla sua tomba.
E il cielo?
Chiusero le gambe
le nuvole puttane
e forse un nuovo uragano
sarebbe tornato
solo per salutarlo.
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