Profezia di una nuova shoah
Francesco Paolo Catanzaro
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A scrivere parole c'è tempo.
A cercare di scolorire i numeri
marchiati sulla pelle degli uomini
neanche tutta una vita basterebbe.
È l'infamia della disidentificazione
il peccato più grave
che il silenzio di Dio
ha reso olocausto di figli da parte dei carnefici.
Ed i diavoli di allora
al servizio del male
ora sono quasi tutti morti.
Ma il dramma è che il seme
caduto nella storia oltre la storia nella terra
tende a ricercare le condizioni per germogliare.
Ci saranno ancora giorni di buio
quando l'irrazionale azione umana
assedierà i valori della vita
e tenderá a far trionfare la devastazione.
Saranno giorni di dolore
quando il potere accecherà di nuovo le nazioni
e l'aquila rapace
cercherà di unghiare gli agnelli
giustificandosi al mondo
con il trionfo di una religione sull'altra.
©
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L'autore
Francesco Paolo Catanzaro
Si interessa di pittura, poesia, narrativa e letteratura in genere. Ha pubblicato qualche libro di poesia, di narrativa e figura in qualche antologia poetica. Sue pubblicazioni: Il colore delle braci, Cultura Duemila 1994 Il messaggio ed altre storie, Libro Italiano 1997 La memoria,Calabria editore 1997 Effett
Commenti (1)
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Cinzia Castellana26 gennaio 2015
La sete di potere che annulla la dignità umana rendendola ceca e avida. La storia ancora attuale che condanna la vita di innocenti. In questi versi il poeta ci invita a riflettere consapevole che il pericolo è sempre in agguato. Complimenti!

