"Auschwitz, il soffio del vento"
Stefano Drakul Canepa
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Guarda quella signora
coi fiori gialli sul cappotto
sembra che sorrida
mentre la neve sfiora il treno
E il soffio del vento
esita fra le rotaie arrugginite
mentre il giorno si vergogna
di sussurrare il sole
Quando ci fermeremo
stringi la mia mano e seguimi,
cercheremo gli altri bambini
e racconteremo una favola
Ora dormi che il viaggio
è troppo lungo per dimenticare
l'alba lontana
dell'inverno che trema
La luce di una candela accesa.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Azar Rudif26 gennaio 2015
Ci sono alcune forme di violenza dell'uomo che vengono da una profondità tale dell'anima dove non potrà mai giungere alcun tipo di perdono.

