Alla venticinquesima ora

Sull’onda lunga della memoria
c’è un largo richiamo alla coscienza,
un appello degli assenti senza volto:
-Non dimenticate,
che il ricordare vi sia di monito-
S’ alzano canti di viola omelie,
evocazioni di moltitudini sparse
senza più voce,
brucia nei turiboli l’incenso
non di acre odore.
E l’aspersorio
non placa quelle seti
dentro i vagoni
di un’umanità tradita.
Figli della rappresentazione
e orfani del vero
ritornano alle proprie case
nel nome del padre
che lasciò i suoi figli morire.
Alla venticinquesima ora
tacciono le voci
delle agonie del mondo.
Solo il vento
ha perenne memoria
di ciò che disperse.
©
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L'autore
Anna62
Commenti (2)
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Elena Artaserse29 gennaio 2015
Versi che aiutano a non dimenticare la barbarie perpetrata verso creature che avevano soltanto la colpa do essere Ebrei. C'è in questa poesia tutta l'amarezza e la domanda di come tutto ciò sia stato permesso da un giusto Dio corre sulle parole e aspetta ancora risposta.
G
Giuliano leandro loy21 novembre 2017
Versi che sono da monito per non dimenticare gli orrori che ha seminato l’uomo. Splendidi versi e splendida la voce narrante!

