Ostello del barbone
Luigi Berti
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Quando entrai in quella stazione,
buia e senza persone,
vidi un vecchio tutto solo,
solo su quella panchina,
li chissà da quante ore;
il suo letto era quel posto
e le coperte dei giornali,
che tutti aveva letto.
Quel povero vecchio,
si svegliò di scatto
e tirò fuori da una tasca
un fazzoletto sporco,
rotolarono per terra
tre monete color bianco,
bianche come i suoi capelli al vento,
che chissà da quanti anni
hanno visto il suo tormento.
Ma quei poveri vecchi barboni alle stazioni,
vittime ormai di chi sa quali errori,
senza un lavoro e senza soldi per mangiare,
si rifugiano lì soltanto per sognare,
solo un mondo un po’ più unito,
e che il loro risveglio non sia
come quando uno ha bevuto.
E notte di notte e giorno di giorno,
per loro non c’è pace,
la pace è solo in sogno,
e giorno di giorno e notte di notte,
la vita è sempre uguale,
ma cambierà alla morte.
©
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L'autore
Luigi Berti
Luigi Berti nato il 21/03/1962 nell’ospedale di Pietrasanta, residente a Forte dei Marmi, provincia di Lucca. Ha avuto un’adolescenza molto difficile sottoposta a lunghi ricoveri in ospedali e racchiuso per anni in collegi dove la vita gli ha insegnato la tristezza e l’amarezza di essere solo. Ha cominciato a rinasc
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