La mia corte
La mia corte
non è come allora,
come quando avevo
le scarpe sempre rotte
e le tenere ginocchia
con quelle leggere ferite.
Non c'erano a quei tempi
cancelli e serrature,
tutto era aperto e tante corti
non avevano padrone,
così noi ragazzi
eravamo come uccelli,
di qua e di là si saltava,
si giocava, si cantava.
La fontana era il mare
e i pini le montagne.
Le feste erano, vere feste
dove il vestito si cambiava
e ci donavano le canzoni
che il vivere abbellivano.
Ogni sera io vado con chiavi
alle finestre e alle porte,
triste mi domando:
"Perché ho lasciato quel bel mondo?"
🌐
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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