Io, Natura, ora scrivo

Scrivo
e mentre la parola implode nel mio sentire
la mano scivola su tasti neri
come notte e sempre notte
Troppi i pensieri che alimentano il battito
stanco e invecchiato
di un mondo ormai sconosciuto
Il palpito ha fretta,
sente la fame,
avverte il freddo
La senti la musica che torna?
Scuote selvaggia
la polvere dai muri
Tempo, tempo, tempo
donami la pace
che queste mani stanche
hanno scarnificato il letto
del mio fiume avvizzito
E il rancore risponde per primo
a quel grido che di umano ha solo i vocalizzi
Torna sui tuoi passi
- povero infelice -
Ritrova la vampa
che hai alimentato con purezza
non s’è spenta, no
s’è solo assopita
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giomiri
Scrivendo lascio piccole tracce affinché io possa comprendermi e gli altri sappiano meglio interpretare i miei silenzi... Scrivere mi regala serenità, mi riconcilia con il mondo.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Mariasilvia9 febbraio 2015
Osservando la natura che inizia il suo sonno, anche l'anima è stanca nell'attesa di nuovi spiragli e schegge fredde respira... un freddo che prende il cuore, ma è solo assopito. Superba visione! Lirica intensa con parole che vivono e superano il vuoto del momento. Molto sentita e apprezzata!
