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Natura 1 febbraio 2015 · lettura 2 min · 2769 letture

Tempo instabile e greve

Melina Licata 610 poesie pubblicate
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L’aria odorava di zagara annunciando l’arrivo della primavera germogliavano i ciclamini ed una brezza ventosa vorticava portando con se del mandorlo nuvole di petali rosa. Madre natura ridestava ogni cosa e gioire faceva l’anima incantata dai colori del giorno. Un tiepido calore zoppicava verso l’arrivo di un Giugno infuocato fiacco il corpo ed affaticato desiava riposo. Magnanimo il sole picchiava, dorate rendeva le spighe e frutti d’ogni sapore deliziavan il palato. Pian piano il calore scemava, il mosto riempiva le cantine mentre un plumbeo cielo, all’autunno apriva le danze, pervadendo nell’aria, profumo di pioggia e folate ventose, che di foglie ricoprivan la terra. Di malinconia e tristezza intrisi eran anima e cuore per la stagione andata ed il mutamento. A salutar l’inverno eran rami sempre più nudi, alti, come braccia protese, all’abbraccio del gelo che cristallina rendeva ogni cosa. Nulla è più come prima nell’aria ormai il tempo è confuso, è un’ombra la primavera e non c’è più il calore di un sole infocato, ma brace che arde in notti di luna sempre più insonni. Non c’è più l’autunno, ne un sereno Natale sotto la neve, ma solo tracce di un tempo instabile e greve.
#Cielo#Sole#Pioggia#Vento#Tempo
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Non ci sono più la primavera e l'autunno, si passa dal caldo al freddo e viceversa con facilità... Tutto questo influisce anche sull'umore di chi è meteopatico...

L'autore
Melina Licata
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Commenti (2)

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Umberto De Vita6 febbraio 2015

Una bellissima lirica sul cammino della natura: si veglia, si addormenta e poi si risveglia. Versi eleganti e ben calibrati. L'ho apprezzata molto.

Cinzia Gargiulo17 maggio 2015

Vero, non si riescono più ad individuare le stagioni è rimasta ormai solo una suddivisione "scolastica" e nulla è più come una volta... colpa dell'uomo e dela sua stoltezza? Una lirica ben rispondente la tema trattato, molto apprezzata.