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Spirituali 6 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1427 letture

La Porta del Cielo

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Si disallinea asse umano da asse dell’esistenza lungo la via del vivere che sol baratro v’è di lato. Un canto di fosche gole mi investe, di lunare luce verso la porta del cielo seguo parallela strada alla mia fin dove torre mi sbarra la via e la porta riman fuori del mio andare. Torno al giardino incantato a rubare vello dall’albero abitato dai corvi e cercar bivio per la strada giusta che pria avevo errato. Seguo di nuovo la mappa e cerco fonte ov’è acqua che brucia e vulcano d’Elia ov’è fuoco che lava ed una gotica mi sbarra la strada ove mi siedo. Un gregoriano canto mi insegue tra le volte si sedes non is ascolto al contrario e vado attraverso la porta degli inferi inseguendo Ercole e Giasone fino al dimonio traghettator delle Stige acque oltre le quali pegaseo volo mi attende. Dove posano ora i miei passi? Sui sassi sospesi della follia e la porta del Ciel rimane chiusa
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Si sedes non is: frase palindroma latina (se siedo non vado... se vado non siedo). Versi o folle alchimia di alcuni miti? Ai posteri l'ardua sentenza!

L'autore
Azar Rudif
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Commenti (3)

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Pagu6 febbraio 2015

Una poesia dall'ampio respiro che investe la vita, la mitologia, la morte. Uno stile maturo, a tratti misterioso, mai scontato. Una sola parola: bellissima. Complimenti a te. Da ricordare...

Francesco Rossi6 febbraio 2015

Il canto gregoriano ci porta quella emozione a pelle che ci colma di una profonda e sentita spiritualità.

Anna Di Principe7 febbraio 2015

Una tessitura poetica, una morbidezza orchestrale che si coniuga con una narrazione che parte dalla mitologia sino alle incertezze e paure della realtà attuale. Un simbolismo nel poetare che porta il lettore a profonde riflessioni e a deduzioni sorprendenti. Ritmo serrato e coerenza stilistica. Apprezzatissima...