Il Belvedere
Pasquale Lettieri
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Terme di Baia.
Echeggiano ancora oggi
le grida dei romani nelle terme.
Gioioso era, il ritornar nel liquido del ventre.
Un occhio grande nella volta di cemento
spia ancora il cielo.
L’amniotico elemento si colora del tempo
nel tempio di Mercurio il messaggero.
Un fico scende dal muro capovolto.
Geometria inversa, miracolo ...
Sfarzose le mure,
imponente l’architettura in quell’epoca.
La malta ha resistito al tempo.
Con poca fantasia si vede il tutto.
Marmi pregiati ricoprono le mura.
Colonne colorate sostengono le volte.
Mosaici sopra ogni pavimento.
L’imperatore Adriano
dedicò uno di questi a Antinoo.
L’amante, morì giovane.
Nerone, altro imperatore,
si divertiva a suonar la lira
ai bordi della grande piscina.
Schioccavano le ossa dei romani
nell’atmosfera fumante dei bagni.
L’odore dell’olio sui loro corpi,
quello dei profumi che usavano,
degli aromi e del balsamo
s’avvertiva fin sopra la collina.
A pochi passi dalle terme,
nel tempio dedicato a Venere,
lunghe processioni chiedevano favori.
Bauli, compagno di Ulisse,
navigando per la costa,
scoprì la baia di fuoco.
S’ innamorò di questa terra.
In seguito,
i romani ne compresero i benefici
del soffice vapore,
dei colori e dei sapori.
Terra di fuoco.
Campi Flegrei,
chiamarono la zona.
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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