Mai più sterminio

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Per non dimenticare, per ricordare, per amare e conservarne il ricordo nel cuore. Ogni anno in questo giorno, e nel 27 gennaio, un'angoscia profonda mi assale immaginando la tragedia e il terrore vissuto dagli animi di tante persone vittime di tali tragedie.
Ovunque si guardi, basta accendere la televisione, questi stermini continuano imperterriti da qualche parte nel mondo... l'indignazione ed il ricordo devono essere lo stimolo perché i potenti del mondo intervengano sempre e comunque ma... ci sono popoli di Serie A e purtroppo etnie di "bassa importanza" che ancora oggi vengono sistematicamente disintegrate... Scritta molto bene questa poesia è l'ennesimo capitolo di una storia che ricordiamo... e se fossimo una razza civile non esisterebbe neanche.
Io non so cosa si scatena nella mente dell'uomo per sacrificare con crudeltà altri uomini che hanno soltanto un colore diverso oppure parlano un'altra lingua. Su questa terra qualunque uomo è soltanto un ospite, non è il padrone del pianeta, quindi dovrà rendere conto a Dio delle sue malefatte. La poesia e alquanto bella, non è facile trovare la concentrazione per scrivere versi su queste tragedie.
Per non dimenticare. Molti italiani sono rimasti vittime delle foibe. Un capitolo di storia che deve fare riflettere su ciò che è stato il novecento: un secolo di orrori inauditi, l'olocausto degli ebrei, le foibe e altro ancora. Eppure... sembra che niente sia successo e il razzismo esiste ancora, le ingiustizie si moltiplicano e l'uomo sembra cieco e sordo alle esigenze dell'altro.
Fino a qualche anno fa, nulla si conosceva di questi eventi tragici. Finalmente s'è fatta luce anche su questo. E la brava Autrice bene ha fatto a ricordarcelo con accenti veramente accorati che emozionano il lettore.
Il male attuale e un ritorno di tutto ciò, i media ne sono un esempio, i loro interventi danno fastidio a chi oggi con il terrore crea stragi e ritorsione il mondo non può restare fermo ad attendere la sua fine, bella lirica brava.
L'uomo si ripete e la storia ce lo insegna; vero! Certi fatti non dovrebbero accadere ed è giusto ricordare, come ha fatto la brava autrice, ma, io, sono convinta che fra 50 anni verranno a galla le atrocità dei giorni nostri (della storia del nostro tempo). Bella lirica.
Un poeticissimo urlo contro ogni logica di guerra e di brutale sterminio a 70 anni dalla tragica e tristemente nota vicenda delle foibe che, come ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è una pagina strappata della storia Italiana. Chi ha avuto la ventura di visitare i campi di sterminio o la Risiera di San Sabba non può dimenticare l'orrore della guerra brutale e dello sterminio di uomini da parte di altri uomini. Poesia da leggere per non dimenticare, da leggere per contribuire a preservare la pace, così preziosa e, purtroppo, oggi così in pericolo: WWWW la Pace!!! Complimenti all'Autrice!!!!
È sempre molto difficile scrivere di certi eventi... senza cadere nella banalità. L'autrice svolge egregiamente il tema, alcuni passi mi piacciono particolarmente per via dei suoni... indispensabili perché un testo ambisca ad essere definito poesia: "... strade ferrate attraversando... all'alba della follia..." Ottima la chiusa ... la banalità del male... un criminale che diventa soldato.
Sui binari dell morte quante vite spezzate ancora oggi.










