Ti guardo e nulla trovo...
Distorti echi scavano
il nostro orizzonte in fuga,
quel vento che cantava
gli affanni di un amore
taciturno
scuote le sagome spoglie
dei corpi migrati...
Voci nascoste di ieri
accolgono il grido indomito
e
si srotolano voracemente
i miei occhi precari
in questa notte sanguinante,
ombre intrise di me inseguono
l'accennata scia
di un altrove mascherato...
Risuona il tuo mare lontano
mentre mi stanco di affamare
la tua umida distanza
e
di marchiare lo sguardo di buio,
aride orme sgretolano
le ali dolenti di parole segrete...
Lacrime confuse
di carne senza radici
gocciolano sul mio ventre muto,
socchiudo il respiro fremente
nel districare
questa ruvida ira
di me...
Abbandono le mani sigillate
e
smetto di cercarti,
per cantare fugace
il mio sommesso tramonto...
©
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L'autore
Silvietta
Scrivere... scrivere... scrivere della mia vita, del mio flusso di emozioni, di sguardi e orizzonti..
Commenti (2)
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J
Jmarx8 luglio 2007
trovo molto intrigante il tuo scrivere, disegni parole lontano da ogni banalità. In particolare ho sentito molto vicino il tema di questa, d'Essere alle prese col Nulla.
M
Maurizio Brancaleoni9 luglio 2007
... messe a confronto con le prime poesie, questa e in generale le ultime mi sembrano molto meno gioiose d'amore... anzi, vi si avverte tensione, rabbia...