Volpe Animata II

C’è un impressionista incallito
che mi batte sullo stomaco
e ritrae poveri di acque dolci quando,
banchettando tra le coltri della città,
indossando museruole tra le banche,
sirene pietose in fiumi
lubrificati da mostri
esagerano nel pregare dèi sadomaso e
cricchiarsi le ferite
per nascondersi il barbone
che sbrocca e gira
come una cosmica teoria
dormendo su pietre di marzapane
e sbraitando sorrisi
alle cirrosi delle crepe.
Ebrei insalivati e urlanti
beduini scimmiottano il loro Serse
pregando e insudiciandosi
il culo:” Serse, Serse!
Serse scroto reale,
Serse panno di sangue!”
Pupazzi di neve
stuprati dai desideri in SI bemolle
dovrebbero perire
prima di potersi definire
come stelle cadute
sul monetario intestino
poiché per loro esplodono le sciagure
ma non la latta urlante,
sfrecciante tra le camorre angeliche
che bevono, che vomitano,
che trangugiano sogni
ed eiaculano sguardi
devoti solo al grande dio dell’onanismo
dal bacino veloce,
pietrificatore seriale.
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