La leggerezza di una luce
Nicolina Macari
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Qualcosa mi preme sul petto
come l'universo che cinge il mare
so che questo posto scampana una vertigine
sigillo o fasto, ignoro la portata del maldestro centro.
Mi avvolge ma non è idillio
dispensa una tremante coperta di onde
il primo movimento libera la voce
poi soppesando le palpebre ho la luce e mi fermo.
Il mio tormento e la memoria rilanciano le maree
appoggiate alle mie spalle
poi scivolano sulla sabbia - quiete -
Seguendo le brezze anche stavolta mi lascerò allacciare
hanno un sapore buonissimo - butto lì il freddo -
un globo di fuoco e sento scorrere solo caldo nelle vene
accorate, fatte per più soavi opere
le battezzo in quell'ampio spazio e odo il fiato di un mattino sereno.
Mi ritrovo così nell'aria che si leva
non dubito del viaggio e di che pace è ora
- guizza dall'altra riva -
e devo essere proprio io la donna che è dentro
promesso respiro da bocca a bocca.
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