Al gran bazar
Sperduto come un creatore
senza creazione
mi aggiro in questo mosaico
di colori, aromi, calori,
neri vessilli di vecchi e nuovi barbari,
tra gli odori acri di pozzi di petrolio in fiamme.
In queste vene non scorre sangue
ma fluido oro nero
al ritmo sincopato di armi automatiche
e singulti d’angoscia.
Qui soffia un vento senza memoria,
senza ritorno:
ancora stiamo svendendo quel labile,
eterno guizzo di paradiso
che troppo umanamente tramonta veloce,
veloce come questi increduli passanti.
©
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