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Sociale 22 febbraio 2015 · lettura 1 min · 5781 letture

Lamento

Maria Assunta Maglio 649 poesie pubblicate
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Lamento di dolore s’innalza dal mare, onda di pensieri affoga, nel turbinio di vento e tempesta, si dilegua nel silenzio l’azzurro infinito, le acque lambiscono caduche ombre. Fiume d’anime fanno anse, inarcate, per attraversare tranquillamente il mare, ma... strappa cuori violento tsunami, frantuma sogni, suoni e colori. Muore speme al sorger del sole, svaniscono vite nel mistero del mare, perpetua triste immagine al mio cuore, permane scolpita nel tempo. Uomini potenti! Perché tanto dolore? Sciogliete i nodi universali, che aggrovigliano infausto destino.
#Cielo#Bufera#Vento#Acqua#Cuore
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Anime attraversano il mare, cercano gioia, vita serena, trovano la morte.

L'autore
Maria Assunta Maglio

Insegnante di scuola dell'infanzia ho amato,ed amo la mia professione,intesa come missione di vita.Da sempre ho avuto il pallino di scrivere poesia,amo leggere e confrontarmi.Opero come volontaria,presso la Caritas e Centro di Ascolto parrocchiale.La mia indole è : amare il prossimo aiutare il debole e il bisognoso.

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Commenti (2)

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Giovanni Licata25 febbraio 2015

Dolore dilaga nella furia del vento, dove acque si spandono in riva, grida d'anima chiama riposo, elargisce nel cammino del so gioco futili ore passati tra torbide acque. Bella.

Rita Minniti28 febbraio 2015

Malinconica nel suo scorrere questa poesia è infinitamente riflessiva, alla mente di chi non, ascolta, non, ha il senso del dovere e la capacità di razionalizzare un pensiero cruento, quello che porta a commettere onde di atroci situazioni. Là dove anime innocenti salpano verso lidi incogniti per raggiungere il sole, ma che le tenebre inghiottono senza pietà alcuna. Là dove muore la speranza di un giorno migliore, di un giorno che potrebbe far ritornare la voglia di vivere. " Perché tanto dolore?" scrive l'autrice. Perché non c'è umanità, senso dell'altruismo e soprattutto senso dell'amore, restituendo così al mare, "un infausto destino".