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Sociale 24 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1498 letture

Animali Go home

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Quel giorno alzarono un tendone di strisce bianche e strisce rosse Ho visto un giocoliere che tutto gettava e riprendeva per aria, nell’aria un acrobata leggero poggiava il corpo, un trapezzista che libero volava nell’aria, un pagliaccio dal viso colorato ed il sorriso dipinto, un mago che mi inventava un mondo finto e conigli fuori da un cilindro e colombe da fazzoletti e sempre ridevano i miei occhi di fantasia. Il coniglio bianco e bianca la colomba ora montavano una gabbia alta e in cerchio per leoni e tigri ed un uomo con la frusta. Perché schioccava la frusta ed i leoni e le tigri saltavano? Ricordo i miei racconti ed i leoni nelle distese aperte le tigri nelle foreste che solo loro conoscevano ed ora non ridevano i miei occhi davanti al re leone prigioniero con una tigre lenta e triste diversi dalla mia fantasia illusa. Io rientravo a casa mia, vedevo quegli animali tornare alle loro gabbie. Perché non potevano tornare a casa anche loro? Nessuno mi rispose.
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Ieri hanno montato un circo vicino casa e messo davanti all'entrata in esposizione, tra gli altri animali, una tigre dentro una gabbia. Tutto il rispetto per i circensi che di sicuro trattano bene ciò che gli serve per lavorare, ma gli animali nel circo l'ho sempre ritenuta una cosa inutile ed ingiusta. Una tigre o un elefante non sono nati sotto una tenda (lo stesso dicasi per gli zoo) Preferisco giocolieri, maghi e acrobati.

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Azar Rudif
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Commenti (6)

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zani carlo24 febbraio 2015

Con la scusa d'origine biblica che il mondo è stato creato e poi dato a nostra disposizione l'uomo si permette ogni tipo di nefandezza nei confronti degli animali e della natura in genere... con l'Autore che i suddetti, resi schiavi per lavorare, debbano restare unicamente nei loro habitat ed avere una vita dignitosa e libera.

Umberto De Vita24 febbraio 2015

Verrà un giorno che chi ucciderà un animale sarà un reato. Questa storica frase è del grande Leonardo da Vinci. Perché anche non uccidendoli, privati del loro ambiente è come avvinarli alla morte.

Catia Dinoni24 febbraio 2015

Non posso che condividere il pensiero ed il disappunto dell'autore nei confronti di uno spettacolo triste dove a sfilare sotto lo sguardo divertito della gente ci sono animali privati del loro habitat naturale, sono convinta che essi siano curati e nutriti a dovere ma resta il fatto che non sono liberi di vivere al di fuori di un recinto... la savana, le foreste... quelle sono sinonimo di casa per loro, non un tendone e poi una gabbia. L'arte circense si distingue per molte specialità, sono convinta che non perderebbe smalto se gli spettacoli fossero solo di artisti, tra l'altro di incommensurabile bravura. Bravo Azar

Anna Di Principe24 febbraio 2015

E' terribile vedere ancora animali, nati per vivere in un habitat naturale, resi docili per dare spettacolo . Da tempo si lotta per la tutela degli animali, ma ancora non si sono raggiunti risultati ... l'autore con i suoi versi, come sempre ben calibrati e potenti, porta il lettore a riflettere su questa violenza. Apprezzatissima...

Massimiliano Moresco24 febbraio 2015

Vedere certi animali in cattività fa stringere il cuore. Sia ben chiaro, tutti gli animali costretti a vivere in pochi metri sono un pugno allo stomaco. Vedere quegli sguardi tristi, quasi depressi, ci squalifica come essere umani, capaci ij certe circostanze di slanci d'amore unici nel regno animale. Mi auguro che questa pratica finisca presto. Trovi giusto sensibilizzare come ha ben fatto.

Pagu24 febbraio 2015

Una riflessione che condivido pienamente. La tristezza di vedere animale costretti a rinunciare alla loro libertà. Complimenti al poeta che con versi espressivi e ben dosati ha saputo evidenziare il disagio di queste situazioni. Ottimo lavoro.