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Amore 27 febbraio 2015 · lettura 2 min · 1229 letture

Il tuo nome

Matilde Marcuzzo 130 poesie pubblicate
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Il tuo nome è come una rivelazione astronomica che può aiutare a contemplare il creato, che sostenta il respiro delle galassie ed indica dove sia posizionato l'astro imperatore che di luce propria vive senza computarne le ore. Tremano le altre parole accanto al tuo nome ed il suono sulle mia bocca, abbottona tutte le lettere alle munizioni dei pensieri, bolge solitarie o anime dell'etere, mie caverne silenziose, palpitazioni nelle tue mani sinuose di desideri. Questo amore ch'io ho per te, è uno spleen che beve e nelle mie viscere si alimenta, è come il cratere di un vulcano che stilla terra incandescente nelle gemme degli occhi e mi tormenta, ed ancora io ti chiamo, come da un imbuto inspiegabile in cui cadere, piccola ed introvabile io, fra le galere dei tuoi passi svagati, bruciare sopita come cinigia, e lì giacere. Oh quanto rumore fa il tuo nome alla luce di una vergine candela! l'accende e l'arrossisce, separa il tepore di un fiato, entra nel seme della coscienza che un bacio scalzo ha germogliato. E' un parafiliaco sentimento, l'istante in cui, dal salone dei miei onori tristi, avanza il tuo nome come un gran signore, ed al cospetto della mancanza siede, come galenico rimedio al mio dolore. Divina è la vita, la libertà, divino è il tuo nome all'alba sul mio viso o a notte fonda nella savana del mio petto, come una liana che sostiene una pausa nel concetto, o forse divina è soltanto una donna che ha amato tanto e non te l'ha detto.
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Immagine dal web poesia estratta dal mio libro di poesie romanzate IO POSSO PERDONARE - Matilde Marcuzzo ©

L'autore
Matilde Marcuzzo

Matilde Marcuzzo nasce nel 1977 a Lamezia terme, in provincia di Catanzaro. Si laurea a Salerno in Lingue e letterature straniere. La scrittura, la cultura di altri popoli e i viaggi, sono sue passioni privilegiate. Ama la lettura e la poesia, predilige scrittori come Garcia Marquez, Neruda, Baudelaire, J. Rhys, Baric

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Commenti (3)

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Antonio Terracciano27 febbraio 2015

E' un'intensa poesia sul potere del nome proprio, a proposito del quale Proust, ad esempio, torna spesso, non solo nella "Recherche" . A differenza del nome comune (alla neutra portata di tutti), il nome proprio può essere sì da tutti conosciuto e pronunciato, ma assume un valore unico, particolare, per la persona che ama colui / colei che lo porta (e talvolta può trattarsi anche di un luogo): "Asilo dei sogni, i nomi sono le calamite del desiderio. " (Da adolescente, spesso passavo il tempo a scrivere in continuazione il nome proprio di una ragazza che credevo di amare, illudendomi - o era vero? - di impossessarmi così delle sue caratteristiche, dei suoi pregi e dei suoi difetti.)

Umberto De Vita27 febbraio 2015

Poesia complessa e piena di metafore interessanti. L'ho letta due volte e sono rimasto piacevolmente sedotto.

zani carlo27 febbraio 2015

Particolareggiata poesia d'amore... tutto l'universo donato a quella persona... che forse non se ne è mai accorta del ricamo di emozioni e sentimenti costruiti dentro... un amore fortissimo... per vari motivi mai confessato.