Il vate del giardinetto
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (6)
simpatica orginale di piacevole lettura ...sempre bravo l'autore a regalarci questo simpatio dialogo in righe di poesia ...il mio elogio
Questa satira del valente autore, oltre ad essermi piaciuta e fatto sorridere (e ridere fa bene e ... mi piace tanto) mi ha fatto ricordare i vecchietti della piazza del paese dove abito (il mondo è tutto un paese). Simpaticissima per il tema; bella per la struttura; apprezzata tutta.
Da dove cominciare? Da un sorriso direi, apprezzo quando anche nella poesia si sa trovare il lato burlone della vita, ci vuole sottigliezza per descrivere le situazioni esilaranti della quotidianità e devo dire che l'autore con questo testo si districa bene. Quante sfumature la gente, questo grande spettacolo gratis "ad ogni ambiente il suo". C'è sempre chi più di altri sa distinguersi, c'è anche chi sostiene: o bene o male basta che se ne parli... ebbene sì, parliamone con animo leggero, sapersi prendere poco sul serio con il peso dell'odierno sulle spalle significa possedere quella giusta autoironia che ci da la carica. Quindi viva i giardinetti, viva le osterie dove si gioca a briscola, e perché no "viva le lingue lunghe basculanti".
Un lavoro molto divertente e i personaggi sono descritti con una tale accuratezza che sembra di conoscerli da sempre. Complimenti all'autore anche per l'originalità dei suoi scritti. Ottimo.
Una poesia che riesca a far sorridere a cuor leggero è impresa non da poco ma l'autore vi è riuscito egregiamente, andando a ripescare in un quotidiano che non conosce differenze da nord a sud... Chi di noi non ha mai visto vecchietti fermi ad osservare e discutere i lavori di un cantiere o chiacchierare di politica o di tattiche calcistiche avendo la ricetta giusta... quella vincente che... guarda caso, i giovani non ascolteranno mai e mai ci saranno, per ogni generazione, i "giovani di una volta"
Mi sono venute in mente le commedie all'italiana, tipiche degli anni 60 /70 basate sulla satira di costume che adottava un linguaggio ironico, ma pungente e amaro, a sottolineare le problematiche di una società in continuo e rapido mutamento, il divario tra vecchie e nuove generazioni. Questa la definirei una "macchietta" che strappa un sorriso mesto e apre un ampio discorso sulla condizione dell'anziano che ha un bisogno estremo, non solo di essere ascoltato, ma anche di essere "creduto"per la forza dei suoi anni. Piaciuta!






