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Satira 27 febbraio 2015 · lettura 2 min · 1569 letture

Il vate del giardinetto

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Simpatici e arzilli vecchietti -coppola sistemata sulla testa occhi che promettono tempesta- se ne stanno ai giardinetti per discettare senza scorno, con 'o culo 'e mal'assietto Ad alluccà tutt' 'o juorno, ostentando un grande intelletto. Capaci di intromettersi su tutto dall'alto del loro gran costrutto si dilettano nel fornire preziosi consigli persino su come soddisfare l'altrui mogli. A turno, con mascelle spalancate, s'alzano sullo scranno come un vate -Con lingue lunghe e basculanti- suggerendo, all'assemblamento dei lavoranti, del grande cantiere soprastante, un consiglio che è una perla 'illuminante'. Dei tanti, uno disse con gran sicumera aggiustandosi per bene la dentiera: "Quella struttura è storta ed inelegante dovete seguire il mio esempio scintillante, vi occore il mio ingegno in edilizia per svolgere tutto con gran perizia! Sappiate che la cazzuola nella mano va tenuta col polso a banderuola fidatevi di un vecchio veterano!" Nonostante urlasse a squarciagola, gli operai risposero canzonandolo perplessi: "professò mica siamo fessi abbiamo costruito case e residenze con l'aiuto dei maestri delle scienze ed abbiamo accumulato esperienza raggiungendo una buona conoscenza." Il signore impietrito ma alterato riuscì profondamente addolorato a blaterare qualcosa facendo una giravolta: "non ci sono più i giovani di una volta!" si sistemò fiero la coppola e la dentiera e tra i cori giubilanti dell'allegra brigata si recò in un bar ubriacandosi fino a sera.
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La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto... Mi scuso per l'uso improprio della lingua napoletana, oggi avevo bisogno di allegerire un pochino

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (6)

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carla composto27 febbraio 2015

simpatica orginale di piacevole lettura ...sempre bravo l'autore a regalarci questo simpatio dialogo in righe di poesia ...il mio elogio

Grazia La Gatta27 febbraio 2015

Questa satira del valente autore, oltre ad essermi piaciuta e fatto sorridere (e ridere fa bene e ... mi piace tanto) mi ha fatto ricordare i vecchietti della piazza del paese dove abito (il mondo è tutto un paese). Simpaticissima per il tema; bella per la struttura; apprezzata tutta.

Catia Dinoni27 febbraio 2015

Da dove cominciare? Da un sorriso direi, apprezzo quando anche nella poesia si sa trovare il lato burlone della vita, ci vuole sottigliezza per descrivere le situazioni esilaranti della quotidianità e devo dire che l'autore con questo testo si districa bene. Quante sfumature la gente, questo grande spettacolo gratis "ad ogni ambiente il suo". C'è sempre chi più di altri sa distinguersi, c'è anche chi sostiene: o bene o male basta che se ne parli... ebbene sì, parliamone con animo leggero, sapersi prendere poco sul serio con il peso dell'odierno sulle spalle significa possedere quella giusta autoironia che ci da la carica. Quindi viva i giardinetti, viva le osterie dove si gioca a briscola, e perché no "viva le lingue lunghe basculanti".

Pagu27 febbraio 2015

Un lavoro molto divertente e i personaggi sono descritti con una tale accuratezza che sembra di conoscerli da sempre. Complimenti all'autore anche per l'originalità dei suoi scritti. Ottimo.

nemesiel27 febbraio 2015

Una poesia che riesca a far sorridere a cuor leggero è impresa non da poco ma l'autore vi è riuscito egregiamente, andando a ripescare in un quotidiano che non conosce differenze da nord a sud... Chi di noi non ha mai visto vecchietti fermi ad osservare e discutere i lavori di un cantiere o chiacchierare di politica o di tattiche calcistiche avendo la ricetta giusta... quella vincente che... guarda caso, i giovani non ascolteranno mai e mai ci saranno, per ogni generazione, i "giovani di una volta"

Anna6228 febbraio 2015

Mi sono venute in mente le commedie all'italiana, tipiche degli anni 60 /70 basate sulla satira di costume che adottava un linguaggio ironico, ma pungente e amaro, a sottolineare le problematiche di una società in continuo e rapido mutamento, il divario tra vecchie e nuove generazioni. Questa la definirei una "macchietta" che strappa un sorriso mesto e apre un ampio discorso sulla condizione dell'anziano che ha un bisogno estremo, non solo di essere ascoltato, ma anche di essere "creduto"per la forza dei suoi anni. Piaciuta!