Colori della sera
Gesuino Curreli
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E' di vento turchino e freddo incenso
che viene dai barbagli di ponente
la sera, e sale ai monti evanescente
come il mio soliloquio bianco e intenso.
Io qui, vicino al fuoco, muovo niente
che non parli di versi in cui rammento
quello che scorse breve, in un momento,
il tempo che ora stringo nella mente.
Vorrei poter guardare all’ora avanti
senza il timore che non ha ragione,
invece palpo il metro e la canzone
risente delle cose che ho distanti.
E bazzico in tratturi di montagna
dove aspettavo l'aquila su in cima,
in una attesa vana come rima
che non conclude il verso e non guadagna
il senso della vita ch' era prima.
Mi immergo nei colori del pensiero
dentro l'amore che non mi conquista,
scorgo la solitudine ametista,
e il ricordo bagnato dentro il siero.
Sfoglio l'amore per rossetti e trecce,
per le calza fumée e la scollatura
sui seni bianchi, sogno la creatura
e gli occhi penetranti come frecce.
E' d' iride il profumo che non sento
nel vuoto attorno all'imbrunire puro,
sarà notte fra poco e nell'oscuro
oblio porrò l'umano tradimento.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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