Visione

E ti parlavo accanto
mentre cadeva il sole
nell’aldilà perduto
mentre la luce
priva degli occhi mi accecava
ti parlavo accanto
disturbando le ombre
per avverarti
nella stratta del pensiero
ti raccontavo
dei miei gracili tormenti
la litania
del mio dolore inquieto
di un esistenza
profanata
dal sapore della tua carne
di desideri
esplosi sottocute
e mani di gelo siderale
infiammate
dalle lascive sembianze
del tuo corpo nudo
nudo
come il foglio
dove scrivo i miei silenzi
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Francesco Rossi28 febbraio 2015
Versi delicati e nello stesso tempo forti per impatto emotivo sciorinati in versi sciolti.

