Storia di un bruco
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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Un bruco senza grilli per la testa
contento passeggiava sulle foglie,
si stendeva avanzando e ritraeva
sembrava essere fatto con le molle.
Si rallegrava di ogni sua avventura
come quando allungandosi dal ramo
piazzò un bel foro al centro della mela.
Un dì, un po’ stanco ed un po’ annoiato,
guardando i fiori aperti in mezzo al prato
desiderò di essere diverso, si domandò:
non posso esser farfalla?
Tanto l’immaginò nella sua mente
che alla fine il miracolo accadde,
non aveva specchi a se di fronte
se non una pozzanghera imputridita
senza una goccia d’acqua e solo fango.
Ma s’era accorto che sul corpo snello
leggere crescevano le ali
e le muoveva piano, così piano,
pensando di doverle esercitare.
Un tizio, alquanto sciagurato
che non rispettava mai nessuno,
pensando di poter avere il prato,
il cielo il mare e tutto l’universo,
alzò lo sguardo e posò le mani
sulla farfalla, ruvide e sgarbate.
Il fiore dalla corolla aperta,
emise un fil di voce, sconcertato
l’udì a malapena tutto il Creato.
A nulla valse quel flebile lamento...
Restò così quel tizio disgraziato,
l’arcobaleno spalmato tra le dita,
tra il sole e il pianto
di una nuvola sul capo.
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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